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La settimana delle “emozioni”, Microsoft e la “Emoticon Art”

Scritto da Ugosan Categorie: Guide, News

Questa settimana Microsoft ha deciso di rendere omaggio alle faccine che rendono colorate e divertenti le nostre conversazioni via chat, lanciando la “settimana delle emozioni” proponendo agli utenti di “vestirsi con un’emoticon“, ovvero di cambiare la propria foto personale che utilizzano sui profili Messenger e Facebook con un’emoticon che indichi lo stato e le emozioni provate in quel momento.

L’applicazione di Facebook per trasformare il proprio profilo con un’emoticon a scelta è disponibile all’indirizzo http://apps.facebook.com/emoticonizeme/.

Colgo l’occasione per parlare di un’ulteriore iniziativa sullo stesso tema, portata avanti nel 2009 da Microsoft Italia in collaborazione con i fratelli Gualtiero e Roberto Carraro (due autori digitali che hanno realizzato decine di opere multimediali), il progetto Emoticon Art.

Scrivono i due artisti, a riguardo:

“Nel linguaggio dei teenager di oggi le emoticon sono diventate una pratica comunicativa sempre più elaborata. Stiamo assistendo alla nascita di nuovi segni e simboli visuali per comunicare a livello digitale una gamma sempre più ampia delle emozioni umane. Si tratta di fatto di un fenomeno giovanile spontaneo, poco studiato che merita però di essere sottoposto all’attenzione della cultura ufficiale perché ha tutte le potenzialità per essere identificato come un linguaggio artistico. Siamo di fronte ad una potenziale “Social Network Art”, un’arte visiva sociale e universale, non solo comprensibile, ma anche utilizzabile da tutti. Noi stiamo studiando la scrittura visiva di Messenger in un autentico linguaggio creativo, una forma embrionale d’arte e di cultura che potrebbe essere la base fondante dei linguaggi e dei comportamenti del futuro: un linguaggio emozionale globale che possa prescindere dalle differenze locali”.

Un fenomeno, quello delle emoticon, che viene avvicinato dai Carraro alle pitture rupestri:

O al Futurismo di Marinetti: “L’ortografia e la tipografia libere espressive  servono ad esprimere la mimica facciale  e la gesticolazione del narratore“. Questa frase di Filippo Tommaso Marinetti anticipa con sorprendente capacità profetiche la presenza delle “faccine”, nelle scritture dei teenager del III millennio. La “mimica facciale  e la gesticolazione del narratore” di cui parla Marinetti sembrano descrivere con precisione la presenza degli Smiley che proliferano nei testi scritti in Messenger a un secolo di distanza dai manifesti futuristi. Stiamo assistendo ad una mutazione della scrittura che Marinetti aveva previsto e  inaugurato con le sue “parolibere”.

Collegamenti sono possibili, secondo i Carraro, anche con il Graffitismo, la pop-art, gli ideogrammi.

Il tema è indubbiamente affascinante e potete approfondirlo recandovi sul sito ufficiale del progetto o, più semplicemente, attraverso questa presentazione in PowerPoint o vari video su Youtube.

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